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La premiazione è stata preceduta da una tavola
rotonda dal titolo “Il futuro del farmaco in Italia”, a cui
hanno avuto voce tutti gli attori del mondo del farmaco.
Sono intervenuti Sergio Dompé, Presidente di
Farmindustria, Nello Martini, Direttore Generale AIFA,
Paolo Preziosi, Professore di Farmacologia, Università
Cattolica del S. Cuore di Roma, Claudio Cricelli,
Presidente Società Italiana di Medicina Generale e Andrea
Mandelli, Vicepresidente della Federazione degli Ordini dei
Farmacisti Italiani.

L’intervento del Prof. Paolo Preziosi
ha analizzato il presente e il futuro della ricerca
farmaceutiche industriale sottolineando la necessità di trovare
una partnership significativa per quanto riguarda le risorse e
gli obiettivi della ricerca privata sia con lo stato italiano
sia con la comunità europea. “Le ricerche fondamentali di
biologia molecolare, genetica, fisiologia e biochimica –
sottolinea Preziosi – sono troppo costose e a lunga durata per
essere effettuate dall’industria farmaceutica. lo Stato dovrebbe
contribuire laddove vi siano condizioni idonee e attrezzature
nell’industria”. Non bisogna infatti dimenticare che i farmaci
hanno consentito di risparmiare oltre 140 miliardi di dollari
attraverso la cura e prevenzione di malattie coronariche e
cerebrovascolari.
“Utilizzare la “network innovation” come
volano per la crescita economica” è l’idea che, secondo
Sergio Dompé, consentirà all’industria di crescere e di
innovare. L’industria dovrà, quindi, svolgere un ruolo di
coordinazione tra le diverse tecnologie per ottenere un prodotto
innovativo. Se dalle nuove tecnologie arrivano nuove possibilità
di cure, è necessario, però, ottimizzare la ricerca trovando
nuovi metodi per “filtrare” il gran numero di molecole
candidate: migliorare del 10% la previsione dei tassi di
insuccesso prima dell’avvio dei trials clinici può portare
risparmi di 100 milioni di USD. “Mettere in comune conoscenze e
competenze diverse, tramite legami sempre più stretti tra SSN,
IRCCS, università e industria, aumenta la probabilità di
successo nel completare le fasi avanzate dello sviluppo clinico”
spiega il Presidente di Farmindustria.
“Bisogna che tutti gli attori del
farmaceutico: industria, università, AIFA, cittadini,
condividano una piattaforma di sviluppo che mettano il farmaco
al centro delle politiche di welfare” afferma Nello Martini
aprendo il suo intervento. “Oggi ci sono le condizioni che
portano il farmaco a essere non considerato unicamente un
elemento di spesa, ma un bene legato alla salute e uno strumento
di sviluppo del Paese” prosegue il Direttore generale di AIFA.
Bisogna riuscire a dare stabilità al settore, riflette Martini,
e non intervenire con provvedimenti che agiscono solo sui
prezzi: l’innovatività è l’elemento trainante del settore
farmaceutico e deve essere premiato. L’Italia ora è il 5°
mercato mondiale, ma bisogna agire perché l’Italia sia anche il
5° Paese per investimenti.
Claudio Cricelli ha portato alla
tavola il contributo dei Medici di Medicina Generale, una
categoria di professionisti che si trova a dover poi gestire il
farmaco sul territorio. I farmaci vanno usati bene nei pazienti
adatti, per far questo i medici di medicina generale vanno
formati all’uso del farmaco e coinvolti nella loro
sperimentazione clinica. “A differenza di quanto accade nella
ricerca, la prescrizione è legata all’appropriatezza più che
all’efficacia del farmaco” sottolinea il Presidente SIMG.
Inoltre non bisogna mai pensare di sapere tutto di un farmaco e
le industrie farmaceutiche, anche quelle di generici, non devono
mai cessare di far ricerca sui farmaci per conoscerli sempre
meglio.
Il contesto in cui si trova a operare la
farmacia sta cambiando: la popolazione sta invecchiando e stanno
aumentando i pazienti fragili. La medicina sta smettendo di
essere una medicina per la patologia sta diventando medicina per
la qualità di vita, riflette Andrea Mandelli. Proprio per
questo la figura del farmacista e l’organizzazione del servizio
offerto dalle farmacie si sta modificando sia per quanto
riguarda la presenza sul territorio sia per quanto concerne la
tipologia dei servizi offerti. In futuro quindi la farmacia
dovrebbe diventare un centro sanitario polifunzionale auspica
Mandelli.
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